Come prevenire la distruttività e migliorare la convivenza

6.01.2015
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Come per tutti i problemi della vita, prevenire sarà meglio che curare. Nel caso della distruttività del cane, due saranno gli aspetti da dover considerare: il cane ha bisogno di mordere e noi dovremo “appagare” questo bisogno.

Riferendoci, innanzitutto, ai cuccioli, essi dovranno essere messi nelle migliori condizioni di non nuocere ai nostri oggetti e alla loro salute.

Perché ciò avvenga, è suggeribile l’utilizzo di un “recinto box“, una sorta di struttura in metallo dalla grandezza modulabile in base alle esigenze di spazio.

All’interno, oltre alla “cuccia” e alle “traversine” per le evacuazioni non effettuabili al di fuori, potremo collocare alcuni giochi di gomma per “pet”, ideali per masticare a piacimento senza subire alcun danno (“kong” “kong extreme”, “osso kong”).

Esistono, inoltre, ossa “naturali” per cuccioli che evitano il pericolo di schegge, nonché reazioni di rigurgito dovute all’eccessiva masticazione.

Una volta masticati a dovere, divengono automaticamente inutilizzabili e quindi ignorati dal nostro cucciolo.

Il cane può dare all’insoddisfazione anche risposte diverse dalla distruttività. Una delle più frequenti è la “staticità da rassegnazione”, caratterizzata da una preoccupante letargia (mancanza di energia).

Le ragioni del voler utilizzare la bocca stringendo oggetti di ogni tipo si ritrova anche nella struttura anatomica del cane. In particolare, i suoi denti sono fatti apposta per svolgere compiti di masticazione e “distruzione” assai specifici; infatti, gli incisi servono come “prensori“, mentre i canini, lunghi e affilati, permettono di lacerare.

I premolari e i molari, invece, tagliano e triturano. La potenza della masticazione del cane è, inoltre, avvalorata dai muscoli “masticatori“, suddivisibili in temporali, masseteri e buccinatori.

I primi sono collocati all’altezza delle tempie, mentre i masseteri si posizionano nella zona delle guance. I buccinatori si trovano attorno alla regione della bocca stessa.

Non sempre è ansia da separazione

La causa della distruttività in casa, in assenza dei proprietari, viene spesso individuata nella cosiddetta “ansia da separazione“.

In verità, questa sintomatologia è assai rara. In particolare, l’ansia da separazione, chiamata anche “iper attaccamento”, si esprime attraverso comportamenti esibiti dal cane in presenza del proprietario.

Il nostro cane, per esempio, si dimostra incapace di rimanere in un luogo della casa mentre il proprietario è in un’altra stanza, sentendo la necessità di seguirlo ovunque.

Inoltre, al momento dell’uscita di casa, il cane esprime lo stato di disagio aumentando la deambulazione, saltando addosso e tentando di impedire al familiare di uscire.

In aggiunta, l’iper attaccamento dovrebbe essere rivolto a un solo componente della famiglia, mentre il cane continua a manifestare i sintomi indicati anche se lasciato in compagnia degli altri membri.

Al di fuori di questi casi, la distruttività è correlata ai “disturbi del distacco”, dovuti alla non abituazione, alla noia e alla paura della solitudine.

Il rimprovero effettuato dopo diverse ore dal “misfatto” non è recepito dal cane come relativo allo stesso. Dunque, servirà solo a confonderlo o ad agitarlo di più.

Il cane associa due situazioni collegate solo se avvengono entro 5 secondi. Rimproverando il cane anche solo dopo 10 minuti dal misfatto causeremo solo “ambiguità relazionale” che porterà il cane a essere ancora più confuso.

Abituarlo per gradi

Qual è dunque la ricetta per evitare la distruzione di oggetti quando il cane si trova in casa da solo? Essenzialmente gli “ingredienti” sono tre:

  • appagamento psico-fisico
  • contenimento
  • distacco progressivo

Il primo richiede di garantire uscite frequenti e ricche di esperienze. Che si tratti di un’attività olfattiva, dello svolgimento di esercizi di obbedienza o del compimento di sport cinofili specifici, l’importante è permettere al cane di “essere cane”, mettendolo così nelle migliori condizioni di gratificarsi.

Quando ciò si verifica, all’interno dell’organismo aumenterà la produzione di sostanze “benefiche” come le endorfine, la dopamina e la serotonina.

Tutto ciò renderà il vostro amico, successivamente alimentato a dovere, incline a rilassarsi spontaneamente divenendo più disponibile a osservare il proprietario uscire di casa.

Nelle prime esperienze di permanenza in casa, sarà altrettanto importante circoscrivere il luogo in cui il cane si verrà a trovare. Non potendo essere collocato in un trasportino per diverse ore, ed essendo il “recinto box” destinato ai soli cuccioli, sarà opportuno individuare una zona della casa alquanto ristretta e “povera” di stimoli.

Ciò permetterà al cane di rilassarsi più velocemente, essendo oggi molti gli studi che dimostrano un diretto collegamento tra spazi ristretti e tranquillità.

Partendo dal presupposto che ogni novità è sempre sinonimo di disorientamento e iniziale resistenza, fondamentale diventerà poi abituare il cane a rimanere da solo per “gradi” progressivi; inizialmente pochi secondi, per poi passare ai minuti da aumentare di giorno in giorno.

Numerose ricerche hanno evidenziato come i danni da distruttività si verificano di media entro la prima mezz’ora dall’avvenuto distacco, escludendo piuttosto interventi masticatori nei periodi successivi.

Un’ultima avvertenza riguarda le modalità di uscita e di entrata: il miglior modo per far apparire le andate e i ritorni del tutto normali sarà ignorare il cane al momento del distacco, salutandolo senza enfasi al rientro. Come dire: “tutto normale, non ti agitare”!

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