Anna Giulia

…ho preso Vladir l’anno scorso. Quel che ho notato subito, e che sicuramente è dato dall’imprinting che ha ricevuto, è una forte predisposizione all’educazione. È un cane a cui le cose si devono dire una o massimo due volte. È estremamente sensibile, sensibile nel senso di “sintonizzato” verso il padrone, per cui nota anche un battere di ciglia. Sicuramente si, si è trovato una padrona molto puntigliosa, e questo lo ha reso ancora più attento. Io stessa poi sono molto attenta ai suoi bisogni, e quello che ho trovato in lui è un continuo interscambio di queste attenzioni. Vladir ha dovuto spostarsi frequentemente, abituarsi sin dai 3 mesi a lunghi viaggi in macchina e ad adattarsi a qualsiasi circostanza (per il fatto che stava con me 24 ore su 24). La fortuna di questo tempo insieme (che consiglio fortemente almeno per i primi mesi) è stato il controllo su ciò che faceva, giusto o sbagliato, e quindi con rispettivo premio o punizione. Essendo come ho detto un cane molto sensibile e attento aveva bisogno di capire cosa doveva fare o meno, per questo i primi mesi sono molto importanti, e grazie a questo temperamento insegnargli le cose è stato estremamente semplice. La razza, e l’allevamento da cui proviene hanno sicuramente dato ai cuccioli questo rispetto (idolatrante), e questa sensibilità all’attenzione che è da tenere in conto… sono cani con cui serve una “dolce fermezza”. Dal mio canto, sono cani con un equilibrio fortissimo. Vladir si adegua ad ogni contesto in maniera più che umana e non ha mai avuto i tipici difetti dei cuccioli, infatti mi ritrovo a rendermi conto quotidianamente che non ho preso un cane qualunque!!!