Simona

Noi purtroppo vediamo la presenza di un cane nella nostra vita come un miraggio, e tale probabilmente resterà ancora per molto tempo, a causa del nostro stile di vita (lavoro full time, nessuno che si occuperebbe del cane in nostra assenza).
Il mio primo contatto con Davide è avvenuto proprio per avere conferma del fatto che un cane con noi non ci sarebbe potuto stare. E questa è la prima cosa che si apprezza, in lui e Francesca. Che prima e innanzitutto viene il benessere del cane. Che non è e non deve essere un complemento alla vita della famiglia che lo accoglie, ma che ne deve far parte, e pur di ottemperare a questo obbligo morale e deontologico preferiscono non dare il cucciolo. E non è un atteggiamento così scontato. Anzi. Se noi fossimo degli irresponsabili egoisti saremmo potuti andare a pochi km da casa e prenderci un PSB da chi certi scrupoli non se li fa.
E invece siamo comunque andati a fare un giro nelle campagne romagnole. E qui c’è il secondo punto: quale allevatore ti apre le porte di casa pur sapendo che forse non comprerai mai uno dei suoi cani? Davide e Francesca lo hanno fatto. Perché, oltre allo spropositato amore per il loro fantastico branco eterogeneo e altamente pedagogico per i cuccioli, possiedono doti umane ormai sempre più rare. Oltre al fatto che sono un vero e proprio pozzo di sapere sulle dinamiche di branco e la psicologia canina.
È per questo che, se potessimo, un loro cane lo prenderemmo a scatola chiusa.