Consigli sull’educazione nella vita sociale e di branco, la comunicazione con l’uomo e altri animali.

Cani che fanno i cani: pazienza, costanza, dedizione e leadership!

All’apparenza SEMBRA facile riuscire a far convivere, a stretto contatto, senza gabbie e costrizioni di sorta (box, recinti, gabbie… nemmeno collari) così tanti cani adulti (inclusi dei pastori molossoidi, come i nostri 4 PAC, Pastori dell’Asia Centrale).

Ma facile NON è proprio per nulla!

Presuppone pazienza, costanza, presenza e leadership (indiscussa! specie se vi sono razze canine molto forti caratterialmente come i PAC) all’interno nel branco (dato che di questo si tratta: un “branco”; gli altri, anche se lo chiamano così riferendosi ai propri cani, hanno solo un “gruppo” – più spesso un “gruppetto” – di cani, ognuno dei quali il più delle volte chiuso in 12/15 mq. per 22 ore su 24; e magari non ci vivono nemmeno assieme).

Tanti (allevatori di pastore svizzero) ci criticano aspramente (su internet e fuori).

Per il tipo di alimentazione (quasi esclusivamente a base di carne cruda fresca; e tanti ossi crudi; e qualche uovo crudo) che adottiamo, da anni, per i nostri cani e cuccioli.

Vogliono convincere (in primis se stessi) che ci sono “crocchi e crocchi” e che alcuni sono “di qualità superiore” e forniscono una “dieta equilibrata”. Chiacchiere (da bar; da riunione condominiale).

La verità è che non basta “comprare carne fresca” (e tanta; la resa, infatti, rispetto ai crocchi è di 1:3, dato che 2/3 di carne sono acqua laddove i crocchi sono disidratati).

Occorre “dedicare tempo“. Per l’acquisto ricorrente (due volte a settimana, almeno). Il carico, il trasporto, lo scarico, lo stoccaggio.

Occorre avere (acquistare) uno (o più) frigoriferi a pozzo e freezer a pozzo. Luce elettrica, 24-ore-su-24, 365 giorni all’anno e un gruppo di continuità (generatore), perché non ti puoi permettere che vada via la luce (specie d’estate, specie con l’afa).

Branco pastori svizzeri bianchiOccorre tempo, pazienza, passione, amore (lo fai perché sai che ne guadagnerà la Salute del tuo cane, dei tuoi cani). Ma soprattutto occorre … “sbattimento” (che, evidentemente, i chiacchieroni e chiacchierone da bar non gradiscono affrontare; son sicuramente più rapide e comode le chiacchiere).

Oppure ci criticano perché, all’interno del nostro (il nostro, sì, lo è) “branco” abbiamo pastori molossoidi (da difesa abitativa, non da riproduzione, ovvero i nostri 4 Pastori dell’Asia Centrale) e altre razze pastorali (non per riproduzione, come il nostro pastore belga malinois, linea da lavoro, un cane estremamente “militare”; o il nostro Altdeutscher Schaferhunde, pastore tedesco “antico”, preso in Polonia, con pedigree polacco, in Italia semplicemente un “meticcio”, trattandosi di razza “non riconosciuta” da ENCI/FCI…e chi se ne frega! lo sapevamo anche prima…ma l’abbiamo preso per un ben più semplice motivo: ci piaceva!).

Molossoidi (da 70 Kg.) che, a detta loro – che non sanno nemmeno di che cane si tratti (non l’han nemmeno mai visto da vicino, forse perché terrorizzati già dalla parola “molosso”) – costituirebbero un fattore disequilibrante o poco edificante per i nostri cuccioli (e addirittura anche per gli adulti) di Pastore Svizzero Bianco. Chiacchiere (anche queste da bar, dello sport).

Fatti non parole!

Allevamento pastore svizzeroQuando smetteranno di “fare chiacchiere” e saranno capaci di “fare fatti” (etologicamente significativi; in primis VIVENDO CON ed IN MEZZO ai propri cani; senza arrivare a DORMIRCI insieme, come facciamo noi), allora potrebbe anche valer la pena spendere qualche parola in più. Anche se non più di tanto, dato che – Esopo e Fedro docent – con le volpi del “nondum matura est” non ha senso starci a perder più di tanto del tempo.

Senza contar il fatto che ha molto più senso dedicarlo ai CANI, il tempo.

Come prevenire la distruttività e migliorare la convivenza

Come per tutti i problemi della vita, prevenire sarà meglio che curare. Nel caso della distruttività del cane, due saranno gli aspetti da dover considerare: il cane ha bisogno di mordere e noi dovremo “appagare” questo bisogno.

Riferendoci, innanzitutto, ai cuccioli, essi dovranno essere messi nelle migliori condizioni di non nuocere ai nostri oggetti e alla loro salute.

Perché ciò avvenga, è suggeribile l’utilizzo di un “recinto box“, una sorta di struttura in metallo dalla grandezza modulabile in base alle esigenze di spazio.

All’interno, oltre alla “cuccia” e alle “traversine” per le evacuazioni non effettuabili al di fuori, potremo collocare alcuni giochi di gomma per “pet”, ideali per masticare a piacimento senza subire alcun danno (“kong” “kong extreme”, “osso kong”).

Esistono, inoltre, ossa “naturali” per cuccioli che evitano il pericolo di schegge, nonché reazioni di rigurgito dovute all’eccessiva masticazione.

Una volta masticati a dovere, divengono automaticamente inutilizzabili e quindi ignorati dal nostro cucciolo.

Il cane può dare all’insoddisfazione anche risposte diverse dalla distruttività. Una delle più frequenti è la “staticità da rassegnazione”, caratterizzata da una preoccupante letargia (mancanza di energia).

Le ragioni del voler utilizzare la bocca stringendo oggetti di ogni tipo si ritrova anche nella struttura anatomica del cane. In particolare, i suoi denti sono fatti apposta per svolgere compiti di masticazione e “distruzione” assai specifici; infatti, gli incisi servono come “prensori“, mentre i canini, lunghi e affilati, permettono di lacerare.

I premolari e i molari, invece, tagliano e triturano. La potenza della masticazione del cane è, inoltre, avvalorata dai muscoli “masticatori“, suddivisibili in temporali, masseteri e buccinatori.

I primi sono collocati all’altezza delle tempie, mentre i masseteri si posizionano nella zona delle guance. I buccinatori si trovano attorno alla regione della bocca stessa.

Non sempre è ansia da separazione

La causa della distruttività in casa, in assenza dei proprietari, viene spesso individuata nella cosiddetta “ansia da separazione“.

In verità, questa sintomatologia è assai rara. In particolare, l’ansia da separazione, chiamata anche “iper attaccamento”, si esprime attraverso comportamenti esibiti dal cane in presenza del proprietario.

Il nostro cane, per esempio, si dimostra incapace di rimanere in un luogo della casa mentre il proprietario è in un’altra stanza, sentendo la necessità di seguirlo ovunque.

Inoltre, al momento dell’uscita di casa, il cane esprime lo stato di disagio aumentando la deambulazione, saltando addosso e tentando di impedire al familiare di uscire.

In aggiunta, l’iper attaccamento dovrebbe essere rivolto a un solo componente della famiglia, mentre il cane continua a manifestare i sintomi indicati anche se lasciato in compagnia degli altri membri.

Al di fuori di questi casi, la distruttività è correlata ai “disturbi del distacco”, dovuti alla non abituazione, alla noia e alla paura della solitudine.

Il rimprovero effettuato dopo diverse ore dal “misfatto” non è recepito dal cane come relativo allo stesso. Dunque, servirà solo a confonderlo o ad agitarlo di più.

Il cane associa due situazioni collegate solo se avvengono entro 5 secondi. Rimproverando il cane anche solo dopo 10 minuti dal misfatto causeremo solo “ambiguità relazionale” che porterà il cane a essere ancora più confuso.

Abituarlo per gradi

Qual è dunque la ricetta per evitare la distruzione di oggetti quando il cane si trova in casa da solo? Essenzialmente gli “ingredienti” sono tre:

  • appagamento psico-fisico
  • contenimento
  • distacco progressivo

Il primo richiede di garantire uscite frequenti e ricche di esperienze. Che si tratti di un’attività olfattiva, dello svolgimento di esercizi di obbedienza o del compimento di sport cinofili specifici, l’importante è permettere al cane di “essere cane”, mettendolo così nelle migliori condizioni di gratificarsi.

Quando ciò si verifica, all’interno dell’organismo aumenterà la produzione di sostanze “benefiche” come le endorfine, la dopamina e la serotonina.

Tutto ciò renderà il vostro amico, successivamente alimentato a dovere, incline a rilassarsi spontaneamente divenendo più disponibile a osservare il proprietario uscire di casa.

Nelle prime esperienze di permanenza in casa, sarà altrettanto importante circoscrivere il luogo in cui il cane si verrà a trovare. Non potendo essere collocato in un trasportino per diverse ore, ed essendo il “recinto box” destinato ai soli cuccioli, sarà opportuno individuare una zona della casa alquanto ristretta e “povera” di stimoli.

Ciò permetterà al cane di rilassarsi più velocemente, essendo oggi molti gli studi che dimostrano un diretto collegamento tra spazi ristretti e tranquillità.

Partendo dal presupposto che ogni novità è sempre sinonimo di disorientamento e iniziale resistenza, fondamentale diventerà poi abituare il cane a rimanere da solo per “gradi” progressivi; inizialmente pochi secondi, per poi passare ai minuti da aumentare di giorno in giorno.

Numerose ricerche hanno evidenziato come i danni da distruttività si verificano di media entro la prima mezz’ora dall’avvenuto distacco, escludendo piuttosto interventi masticatori nei periodi successivi.

Un’ultima avvertenza riguarda le modalità di uscita e di entrata: il miglior modo per far apparire le andate e i ritorni del tutto normali sarà ignorare il cane al momento del distacco, salutandolo senza enfasi al rientro. Come dire: “tutto normale, non ti agitare”!

L’educazione del pastore svizzero

Il pastore svizzero è un cane dal carattere molto equilibrato, ricettivo e volenteroso, intelligente ed amichevole.

L’allevamento del pastore svizzero può essere differente a seconda delle finalità per cui si dovrà addestrare il cane: ad esempio per un impiego nelle forze dell’ordine o per aiuto sociale sarà più improntato al lavoro e ad un addestramento vero e proprio, mentre se il cucciolo di pastore svizzero è stato scelto da una famiglia come cane da compagnia e come guardiano avrà un apprendimento molto focalizzato sulla socializzazione e meno nel mero svolgimento di un dato compito.

In entrambi i casi, il periodo cruciale per l’apprendimento sono le prime sedici settimane di vita, durante le quali è estremamente importante far provare ai cuccioli esperienze positive sia accanto all’uomo che accanto ad altri cani.

Questo lato dell’educazione riguarda appunto la socializzazione, elemento fondamentale nella crescita di qualsiasi cane.

Il contatto con persone al di fuori del nucleo famigliare è importante per far sviluppare nel cucciolo la consapevolezza degli estranei per non averne timore una volta diventato adulto, ma anzi, provandone indifferenza e dimostrandosi così un buon guardiano. Continua a leggere

L’allevatore del Pastore Svizzero: un punto di riferimento sempre!

L’allevatore riveste un ruolo fondamentale, dal momento in cui si adotta il cucciolo, per tutta la durata della sua crescita e della sua vita in generale.

Al di là del suo lavoro di selezione e dei consigli utili circa la scelta del cucciolo più adatto a ciascuna circostanza e ciascuna situazione familiare, l’allevatore dovrà essere il tuo punto di riferimento per domande, chiarimenti e informazioni.

Indipendentemente dalla razza, che determina l’indole del cane, all’interno di una cucciolata possono essere rappresentati molti caratteri e questo vale anche per il  nostro Pastore Svizzero. Continua a leggere

Il cane e la legge: tutela e benessere animale

È fondamentale che chi possiede un cane conosca le leggi che ne tutelano i diritti e regolano eventuali obblighi.

Il maltrattamento degli animali, viene punito dall’Art, 727 del Codice Penale, il quale, modificato con la Legge n. 189 del 20 luglio 2004, prevede che:

«Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino  ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze»

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Cosa sapere prima di adottare un pastore svizzero bianco

Prima di adottare un pastore svizzero bianco, è necessario che ogni famiglia tenga conto di molti fattori e si affidi a esperti del settore.

Il carattere docile, equilibrato e giocoso del pastore svizzero, fa sì che questa razza canina sia molto ambita e richiesta, perché molto adatta come cane da compagnia e soprattutto a contatto con i bambini.

Adottare un pastore svizzero bianco, come qualunque altra razza, vuol dire responsabilità e impegno che, seppur piacevoli, devono essere portati avanti con serietà e costanza, perché non andrà ad influire soltanto sulla vita della famiglia, ma anche su quella del nostro amico a 4 zampe, dai primi mesi fino all’età adulta, un periodo di tempo che potrebbe raggiungere anche i 16 anni. Continua a leggere