Ultime notizie ed eventi dal mondo del Pastore Svizzero Bianco: curiosità e molto ancora.

Cucciolo come regalo di compleanno? No grazie !

La pubblicità è l’anima del commercio. Di solito siamo spinti all’acquisto di un “prodotto” perchè l’abbiamo visto pubblicizzato in TV in uno spot accattivante, con belle immagini o con un motivo musicale che ci è rimasto in testa.

Purtroppo questo meccanismo non dovrebbe valere per tutti i nostri acquisti.

Quando decidiamo di inserire nella nostra vita un compagno a quattro zampe non dobbiamo farlo perchè abbiamo visto una pubblicità. Continua a leggere

Ma quante domande che fa al telefono?

Se (da perfetti sconosciuti) chiamate (o scrivete) e partite subito con una raffica di domande (senza nemmeno, prima, presentarvi); o, peggio ancora, l’unica domanda di cui vi interessa la risposta è “Qual è il prezzo?”…

…ed io (dato che entrate – voi – nel mio “territorio”, telefonico o telematico) – terminata la vs. “raffica” (di domande cui, tanto, in prima battuta, non rispondo) – parto poi, io, con una raffica di domande, please: NON vi adombrate! Continua a leggere

Punti cardine della nostra filosofia cinofila

Sono ormai tanti quelli che ci contattano – per email, per telefono o per il tramite dei nuovi proprietari di nostri cuccioli – da tutta Italia, per chiederci se sia possibile venire a “visitare l’allevamento” (in realtà: casa nostra! Quindi: NON è un “allevamento”!) per scopi formativi-didattici-professionali e quant’altro (di solito studenti di materie cinofile, educatori cinofili, etc…).

Purtroppo il tempo è sempre molto tiranno e la priorità, per visitare “l’allevamento” (in realtà: casa nostra!) viene data alle coppie ed alle famiglie intenzionate (ma, soprattutto, idonee) ad inserire, in famiglia, un cucciolo.

Ecco perchè, il più delle volte, siamo costretti, nostro malgrado, a rispondere così: Continua a leggere

Cosa significa amare il proprio cane

Se un genitore porta il proprio figlioletto di due anni al parco, è difficile che qualcuno si fermi per accarezzarlo o per complimentarsi con la mamma.

Se una persona, invece, conduce al guinzaglio un cucciolo di pochi mesi, è un continuo fermarsi di gente che vuole accarezzarlo, offrirgli parole dolci, sorrisi, complimenti (…e c’è anche chi si commuove!). Continua a leggere

Come viaggiare con il nostro Pastore Svizzero?

Poter viaggiare con il nostro cane è un notevole beneficio sia per noi che per loro.

È importante abituare il cane alla macchina fin dai primi mesi, portandolo in giro all’inizio per brevi tratti per verificare la sua reazione.

Alcuni soggetti non presentano segni di disagio. Altri potrebbero manifestare salivazione, bava, vomito, che in ogni caso man mano che il cane si abitua, sono destinati a scomparire.

E’ necessario prima di iniziare il viaggio tenere il cane a digiuno. Continua a leggere

Prendere un cucciolo in negozio? No grazie!

Il cucciolo, ai fini di un corretto sviluppo (anche e soprattutto) psichico, dovrebbe fare almeno 12 settimane (Fase III di Campbell; detta anche “Fase di impatto della paura”, “Fear Impact Period”) con madre e fratelli e sorelle e, anzi, auspicabilmente, dovrebbe rimanere in allevamento anche oltre quel periodo (non a caso in Svizzera c’è l’obbligo di legge, per tutti gli allevatori, di non dare cuccioli di età inferiore ai 3 mesi!).

Tanto meno gli farebbe bene (anzi, sarebbe piuttosto devastante) effettuare, prima dell’adozione definitiva, un “passaggio intermedio” (allevamento => negozio => famiglia adottante), per quanto scrupoloso possa essere il negozio.

La gente compra nei negozi principalmente per due motivi:

  1. non ha tempo di visitare vari allevamenti (quindi mi chiedo fino a che punto poi abbia tempo da dedicare al nuovo membro della famiglia!);
  2. non avendo tempo per verificare di persona le condizioni e i soggetti di un allevamento (incluso l’allevatore) e non avendo tempo, tanto meno, per formarsi un minimo di competenze circa i criteri da adottare ai fini della valutazione di un allevamento (quindi, in buona sostanza, anche su “come funziona un cane”, sia a livello di salute fisica, che psichica), crede semplicemente che comprarlo in negozio dia “garanzie” (senza tenere conto dei danni psichici che questa esperienza arreca al cane in una fase delicatissima della sua vita, quale è quella dell’imprinting, che inciderà sul resto della vita dell’animale!).

In altre parole a noi umani, molto egoisticamente (vogliamo “il cane”, ma non abbiamo tempo, né voglia spesso, per approfondire e capire “come funziona il cane”), interessa solo che sia il cane (e/o chi ce lo vende) a “fornire garanzie”; e non ci preoccupiamo (e quasi sempre non se ne preoccupa nemmeno il commerciante, tanto meno, a volte, l’allevatore di cani) che siamo noi umani a dover, semmai, “fornire garanzie” al cane (quindi a chi ce lo affida)!

Prendere un cucciolo in negozio? No grazie!Purtroppo il cane, quasi sempre, non può contare su umani che si preoccupino veramente di come andrà a stare, delle condizioni in cui andrà a vivere.

La responsabilità, comunque, in parte è anche del mondo degli allevatori, che una volta “venduto” il cane, si fanno di nebbia, si dileguano (tanto sanno che, per un tot di anni, quel “cliente” non sarà più “cliente”).

Tutti quelli che hanno preso un nostro cucciolo sono stati (e vengono a tutt’oggi) seguiti (sempre che lo desiderino e lo vogliano) non solo per telefono a scadenze ricorrenti (e, all’occorrenza, anche di persona, ma) anche tramite gruppi Facebook (di solito “chiusi” o “segreti”) dedicati (alla specifica cucciolata) in cui i diversi affidatari dei cuccioli possono entrare e rimanere in contatto e, soprattutto, scambiarsi opinioni e commenti sullo sviluppo del proprio cucciolo (e futuro cane).

Peraltro anche la gente, quando cerca (e poi acquista) un cane da un allevamento (o da un negozio), ragiona spesso come quando deve acquistare un elettrodomestico: vuole solo che “funzioni” (e pretende la “garanzia” dello scontrino).

A volte ci hanno contattato famiglie anche molto per bene, che vivono in grandi centri abitati, genitori molto impegnati nel lavoro, con figli che vanno a scuola o all’università, filippini che fan le pulizie in casa; chiedono il cane ma ti dicono che escono di casa tutti alle 8 (e non possono portarsi dietro il cane, perché gli sarebbe d’impiccio – o vietato – nel contesto del loro lavoro) e che rientrano tutti non prima delle 17 (i figli, magari, hanno impegni scolastici e/o sportivi pomeridiani) e pensano che il cane, appena preso (ma che, ovviamente, non gli possiamo dare!) sia come un televisore, che lo metti in stand-by alle 8 e lo riaccendi prima di cena quando ci si appresta a sedersi a tavola.

Poi ce ne sarebbe da dire anche circa certa “lobby veterinaria” (ma è un discorso lungo e spinoso; tralasciamo).

E’ sbagliato tutto il sistema (a cominciare da come vengono tenuti i cani adulti, come vengono alimentati, ecc…). Discorsi molto lunghi.

Ciò detto, NON andiamo a complicare (ulteriormente) questo “sistema” ipotizzando la (presunta) utilità dei negozi nella ricerca del proprio cane.

Commercianti di animali e allevatori di animali sono sempre esistiti, da che mondo è mondo.

Il mestiere dei commercianti (in qualsiasi settore) è sempre stato quello di “spostare un oggetto, un bene, una mercanzia” dal luogo del “produttore” (o del commerciante più grosso) a quello del “consumatore (finale o intermedio).

Il cucciolo non è una “merce” spostabile o delocalizzabile a piacimento. Specie nelle prime 16 settimane di vita (Fase I, II, III e IV di Campbell).

E’ la gente, che si deve “spostare”, che deve mettere a calcolo viaggi e spostamenti (senza far spostare il cucciolo da dove è nato o nascerà e sta crescendo o crescerà).

Ma la gente si sposta spesso, nei momenti canonici della settimana e dell’anno (week-end, festività, ferie invernali/estive) per “divertirsi” o andare in vacanza.

Poi, magari, per prendere un essere vivente (e particolarmente “senziente”, come un cane), che dovrà convivere con loro oltre un decennio, preferisce “spostarsi” il minimo, rivolgendosi al negozio della propria città; e se il cucciolo, poi, dovesse presentare dei problemi (o, peggio, smettere di “funzionare”) sanno che, presentando lo scontrino, potranno anche fare il “reso” e averne, magari, un altro.

Non dovrebbe funzionare così!

E’ proprio il “modo di pensare”, la (non) “cultura” cinofila diffusa (che di “cinofilo” ha ben poco) che è completamente sbagliata!