Utili consigli sulla salute e il benessere psico-fisico del pastore bianco svizzero. Cure e attenzione a quello che mangia, l’alimentazione è fondamentale per la salute del cane che è un carnivoro.

Giardia: facciamo chiarezza

Cosa è la Giardia

La giardiasi è una affezione enterica protozoaria che ad oggi conta più di 40 specie in relazione all’ospite.

Quella che colpisce il cane è detta Giardia duodenalis o Lamblia duodeanalis.

Viene interessato l’apparato intestinale.

Come si trasmette

L’animale si infetta a seguito di ingestione di acqua, terra o cibo contaminati.

Il protozoo responsabile è un parassita che all’interno dell’intestino prolifera in un numero elevato di larve, le quali si riproducono, producendo cisti che vengono eliminate con le feci.

Come si riconosce

Il quadro clinico può essere asintomatico, c.d. portatori sani, ovvero possono manifestarsi disturbi intestinali con feci molli, diarrea, e nel tempo portare a dimagrimento nonostante la presenza di appetito, con rallentamento nella crescita.

La giardia ha un periodo di incubazione da 5 a 21 gg. e le cisti, una volta espulse con le feci, possono sopravvivere nell’ambiente anche per mesi.

Come si cura

Per l’eliminazione si può affrontare sia terapia con vermifugo che con antibiotico (metronidazolo, fenbendazolo, febantel+pirantel+praziquantel) a seconda del grado di gravità, fino all’eliminazione, verificabile con analisi feci al microscopio.

Alla terapia farmacologica deve essere associata una accurata disinfezione dell’ambiente con sali quaternari di ammonio, candeggina , formaldeide, fenolo.

La giardia e l’uomo

La giardia fa parte delle zoonosi, malattie che si possono trasmettere da animale a uomo e può essere trattata con terapia antibiotica.

Importante è la prevenzione, garantendo la pulizia degli ambienti ed evitando contatto con acqua contaminata, cibi poco cotti.

Come riconoscere un bravo allevatore: fatti concreti (e non le solite chiacchere)

Cominciamo a fare un po’ di chiarezza (anche se non siamo “allevatori”, ma semplici “selezionatori”)!

È opportuno che il futuro proprietario sia CONSAPEVOLE che prendere un cucciolo, di soli 2 mesi, che sia (come gli viene spesso detto e ripetuto, fino alla nausea, da certo mondo allevatoriale) “figlio di genitori ufficialmente esenti-displasiaNON SIGNIFICA ASSOLUTAMENTE… NULLA!

Tanto meno fornisce ASSOLUTAMENTE ALCUNA GARANZIA che il proprio cucciolo non manifesti sintomi di DISPLASIA (anca/gomiti) all’anno nonché da adulto! Continua a leggere

Displasia dell’anca nel Pastore Svizzero Bianco: l’importanza dell’alimentazione

La displasia dell’anca (coxo-femorale) è una malformazione dell’articolazione dell’anca che può essere individuata nel corso della crescita del cucciolo e la cui incidenza è maggiore nelle razze grosse e pesanti e con crescita veloce.

I principali fattori che possono scatenare questa patologia (NON presente alla nascita del cucciolo) sono lo stile di vita e la crescita NON NATURALE, troppo veloce, spesso causata dai cibi industriali che velocizzano la crescita a scapito di una debolezza delle cartilagini e della muscolatura, poiché contengono sempre o quasi sempre scarti della lavorazione industriale vietati per il mercato umano (servizio di Report del 6.12.2015)

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Arrivo del cucciolo a casa: procedure mediche iniziali

Sono diversi gli impegni da affrontare nel momento in cui un cucciolo varca la soglia della sua nuova casa: ecco i più importanti.

Prima di portare per la prima volta il cucciolo dal medico veterinario è fondamentale lasciarlo tranquillo per qualche giorno nel suo nuovo ambiente di vita, in modo da farlo acclimatare e da poter al tempo stesso osservare se tutto procede bene o se emergono invece problemi di salute o di comportamento.

Quasi tutte queste informazioni vi devono essere fornite dall’allevatore che vi consegna il cucciolo, sicuramente la persona più informata sulle esigenze e i consigli per una giusta crescita psico-fisica.

Noi come scelta etica e morale verso il benessere di queste creature abbiamo deciso che i nostri cuccioli verranno consegnati dopo la 12° settimana di vita (3 mesi) con:

  • Microchip identificativo
  • Iscrizione anagrafe canina
  • 3 trattamenti antielmintici (antiparassitari)
  • Ciclo vaccinale completo (2 vaccini con eptavalente)
  • Libretto sanitario
  • Certificato di buona salute (veterinario)
  • Pedigree ENCI/ROI che ne attesta l’appartenenza alla razza
  • Contratto di cessione cucciolo
  • Puppy Kit

Tuttavia, nel caso l’allevatore che vi consegna il cucciolo non operi come noi, la prima visita serve, oltre che per un controllo generale, per pianificare tutte quelle procedure iniziali imprescindibili, quali:

  • l’iscrizione all’anagrafe canina regionale
  • il ciclo delle vaccinazioni
  • i trattamenti contro i vermi intestinali
  • lo schema alimentare
  • l’educazione alla pulizia casalinga
  • le basi del rapporto uomo-cane
  • la prevenzione degli ecto-parassiti (ovvero i parassiti esterni come zecche e pulci)
  • la profilassi di quelle malattie (prime tra tutte la filariosi cardiopolmonare e la leishmaniosi) a rischio in determinate aree geografiche e in particolari stagioni

I cuccioli devono essere curiosi, attenti e reattivi a tutto ciò che li circonda: quelli che sembrano più timidi, prepotenti o aggressivi potrebbero sviluppare queste caratteristiche “negative” con la crescita.

Gli Italiani rinunciano a tutto, ma non ai loro amici a quattro zampe!

Gli animali ci aiutano a dare il meglio di noi stessi, così come riporta anche la seguente citazione “il mio obiettivo nella vita è diventare la persona che il mio cane crede io sia” (Robert A. HeinLein)

Ebbene sì, gli Italiani sempre più “amici degli animali”, un amore capace di andare oltre la crisi!

…se la crisi, anche malauguratamente dovesse continuare, pare non riuscirà ad incrinare, come non vi è riuscita finora, lo splendido rapporto dell’uomo in genere, e di noi Italiani in particolare, con gli amici più fedeli, con i cani e gatti e conigli e criceti e canarini e chi più ne ha ne metta.

Lo dicono tutte le indagini e statistiche più accreditate, lo dice Eurispes, lo dice a gran voce la stampa specializzata e non: gli Italiani amano cani, gatti e soci, sempre di più.

Il dato quasi plebiscitario, riguarda, ed è curioso, non soltanto e inevitabilmente i proprietari di cani e gatti ma anche colore che non hanno in casa quattro zampe od un altro anico peloso e non.

Proprietari e non proprietari sottolineano infatti con le loro riposte quanto cani e gatti aiutino a stare meglio, come diano molto senza chiedere nulla in cambio, quanto siano capaci di tenere compagnia, quanto siano di aiuto nei momenti difficili ma sopratutto come siano percepiti veri e propri componenti del nucleo familiare.

Percentuali che sembrano ogni anno aumentare, in barba alla crisi e alle prospettive non del tutto rosee della nostra ed in generale dell’economia mondiale.

Questo incremento però grava anche sulla loro pelle e porta a interessi molto meno nobili come il traffico illecito di animali d’affezione.

La storia del rapporto uomo-animale da compagnia e il trionfo di un’amicizia che non conosce mode o epoche storiche

Però… mi e vi domando: perché sorprendersi di un dato, quel buon rapporto tra uomini e animali quando è la storia tutta, da quando qualcuno ha pensato di inventare la scrittura, che lo testimonia quotidianamente?

E che testimoni! Il filosofo tedesco Schopenhauer amava dire che “chi non ha avuto un ace non sa cosa significa essere amato”.

Sempre in quegli anni il grande scrittore tranese autore de “I Miserabili”, Victor Hugo, ebbe la forza di mettere nero su bianco una dichiarazione d’amore verso il cane che non ha avuto pari mai: “il cane è la virtù che , non potendo farsi uomo, s’è fatto bestia”.

Già nell’antica Roma si era d’altronde scoperta la bellezza di vivere accanto ai quattro zampe più fedeli: lo stesso Seneca Lucio Anneo, non mancava mai di ricordare che “l’amore per un cane dona grande forza all’uomo”.

Insomma, pare proprio che non ci sia stata epoca storica nella quale non si sia considerato l’animale da compagnia come un sostegno, un appoggio, un piacere, una felicità per l’uomo.

La Pet Therapy? Storia recente, in realtà i benefici effetti che gli animali da compagnia hanno su di noi sono noti da sempre

Gli animali da compagnia da sempre migliorano sensibilmente la salute e l’umore generale dell’uomo. Pet Therapy è l’etichetta “scientifica”, in realtà, anche se fatto per puro divertimento e sano piacere, non c’è dubbio che la compagnia di un quattro zampe abbia effetti straordinariamente positivi su proprietari e su tutti quanti hanno la fortuna di passare del tempo con loro, con queste creature che pendono dalle nostre labbra.

Quasi tutte le razze di cani sono adatte a questo approccio, tuttavia merito della loro indole dolce e sensibile vi sono razze più adatte per affrontare questo percorso come appunto il Pastore Svizzero, il Labrador

Adrenalina e dopamina aumentano, innescando un meccanismo virtuoso sia all’interno del nostro organismo che sul nostro benessere psicologico: la pressione sanguigna diminuisce, si riducono gli stati d’ansia e lo stress.

I proprietari di un cane soffrono anche meno di insonnia e vedono diminuire anche i valori di colesterolo e Trigliceridi, incredibile ma vero!

Novità scientifica? Macché, tutto già conosciuto, tutto già noto fin dal 1700. Adesso, vero, è prassi consolidata, ma cani e gatti e affini sono nei pensieri dell’uomo da secoli.

CHI NON HA MAI AVUTO UN CANE NON SA COSA SIGNIFICHI ESSERE AMATO (A. Schopenhauer)

Una frase forte, se si pensa che il nostro mondo conto 7 miliardi di esseri umani, tutti ammassati sullo stesso pianeta eppure così distanti uno dall’altro e sempre più sofferenti di solitudine ed incomunicabilità.

E nonostante i piccoli e i grandi problemi che un animale in casa comporta del resto, di fronte a tanti benefici effetti la risposta dell’uomo è stata, e sarà ancora, sempre la stessa: crescere nella cultura animale, crescere nel rispetto di viventi del Creato che “qualcuno” ha pensato bene di porre come amico dell’uomo… da qui all’eternità.

Profilassi igienico sanitarie del cane

Una vaccinazione che ha spesso una valenza più legale che sanitaria è l’antirabbica.

Il territorio italiano è tornato libero dalla rabbia dopo un grosso focolaio scoppiato nelle regioni del nord-est dove era obbligatorio vaccinare i cani.

La vaccinazione è obbligatoria per il rilascio del passaporto internazionale per i cani che accompagnano i loro proprietari fuori dal territorio italiano e per partecipare a raduni o manifestazioni cinofile, ed è altresì consigliata per i cani che cacciano in zone di confine col territorio italiano, a rischio di contatto con i selvatici potenzialmente infetti; inoltre è utile averla fatta, in termini di tutela legale, se capita che il cane morda una persona.

Perché il nostro cane sia in buona salute occorrono dei controlli periodici e sopratutto alcuni vaccini da fare nei momenti più opportuni.

La rabbia

È una grave malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale, della quale la volpe ed alcuni mustelidi, tassi, faine e martore, rappresentano il serbatoio del virus. È un virus labile, ossia poco resistente nell’ambiente, per cui il contagio tra un soggetto infetto e uno recettivo si realizza soprattutto, ma non necessariamente, attraverso morsicature.

Tutte le specie animali a sangue caldo sono soggette all’infezione, uomo compreso. Attualmente la vaccinazione dei cani con vaccini inattivati e delle volpi con vaccini per via orale rappresenta l’unico mezzo a disposizione capace di prevenire la malattia.

Le vaccinazioni

Il principale motivo per cui è consigliabile praticare la vaccinazione al proprio cane è che non esistono cure specifiche per le malattie menzionate.

Nei casi in cui si presenta un soggetto ammalalo, infatti, il veterinario può solo impostare una terapia di supporto per limitare i danni che l’agente infettivo causa all’animale infettato.

Con la vaccinazione si stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici contro gli agenti che causano queste patologie, pertanto la vaccinazione è sempre fortemente consigliata, soprattutto nei cani da caccia che hanno moltissime probabilità di venire in contatto con altri soggetti o eventuali fonti d’infezione.

E’ pertanto necessario effettuare le vaccinazioni a scadenze periodiche, anche nei cani adulti, e non è assolutamente vero che basta vaccinare il cucciolo e poi basta.

Un altro mito o leggenda da sfatare è il rischio che molti sostengono corra il cane ad effettuare certe vaccinazioni: i moderni vaccini in commercio sono sicuri e in grado di evocare delle ottime risposte anticorpali, naturalmente per evitare rischi è assolutamente necessario vaccinare soggetti in perfette condizioni di salute, non stressati né malati e soprattutto sverminati.

Quindi affidarsi sempre al consiglio del veterinario di fiducia che è in grado di valutare le reali condizioni del cane.

Ulteriori profilassi

Altre profilassi indispensabili per i nostri ausiliari sono per la prevenzione da alcune malattie.

Filariosi cardiopolmonare: una malattia trasmessa da insetti ematofagi, vista nei numeri precedenti. Per questa profilassi esistono compresse da somministrare al cane a cadenza mensile.

Da alcuni anni è anche disponibile un’iniezione sottocutanea a lento rilascio che conferisce una copertura sicura per 12 mesi.

Unica accortezza è utilizzarla solo in soggetti adulti, più di 8 mesi.

Leishmaniosi: un’altra malattia causata da protozoi del genere Leishmania. Si tratta di una patologia sistemica grave e di difficile diagnosi a causa dell’estrema variabilità con cui si presenta clinicamente.

L’importanza della leishmaniosi è inoltre legata al suo carattere zoonosico per il quale il cane rappresenta il principale serbatoio del parassita.

Il vettore della malattia è un moscerino del genere flebotomo detto anche pappatacio.

In Italia un tempo la malattia era relegata essenzialmente in zone endemiche, cioè in cui il flebotomo trovava il suo ambiente ideale e quindi la leishmaniosi si diffondeva facilmente, come le aree costiere e le isole dove il clima è più caldo.

Recenti studi hanno evidenziato che i flebotomi stanno sempre più adattandosi a vivere in zone dove fino a pochi anni or sono non erano presenti, come ad esempio nel nord Italia. I periodi di maggior rischio vanno dalla primavera al tardo autunno, ma nelle regioni più calde del sud Italia la stagione dei flebotomi può estendersi a tutto l’arco dell’anno.

Per la prevenzione si devono utilizzare tutte le accortezze per evitare il contatto del cane con gli insetti vettori, pappataci-flebotomi, chiudendo i cani la sera in ambienti con zanzariere ed utilizzando prodotti spot-on o collari repellenti.

Recentemente è stato introdotto un vaccino per la profilassi della leishmaniosi canina che prevede tre iniezioni effettuate a tre settimane d’intervallo ciascuna: il cane sarà protetto a partire dalla quarta settimana dopo la terza iniezione. Sarà poi necessaria solo una vaccinazione annuale di richiamo per mantenere attive le difese immunitarie del vostro cane nei confronti della malattia.

E’ indicata per i cani con più di sei mesi purché sani e non affetti da leishmaniosi.

Ricordiamo che la vaccinazione non esclude l’utilizzo di collari o fiale per uso spot-on, da applicare sulla cute, a base di piretroidi sintetici come la deltametrina o la permetrina per proteggere il cane dagli insetti vettori.

I parassiti

Di notevole importanza per la salute del nostro cane si rivelano alcuni controlli:

  • controllo dei parassiti esterni: pulci, zecche, pidocchi ecc. Si basa solitamente su applicazioni a cadenza mensile, durante tutto il periodo primaverile/estivo, di prodotti antiparassitari in spray, spot-on o collari. Ricordiamo che le zecche sono portatrici di alcune patologie molto pericolose per il cane come la piroplasmosi, malattia di Lyme ecc.
  • controllo dei parassiti intestinali: ascaridi, coccidi, tenie ecc. Deve essere fatto almeno una volta all’anno con un esame coprologico (feci) in coincidenza del vaccino. In caso di positività si somministrano delle compresse vermifughe da dosare in base al peso del cane.

Il microchip

Ricordiamo inoltre che è obbligatorio l’applicazione al cane del microchip identificativo e la conseguente iscrizione all’anagrafe canina presso l’ASL competente per territorio. Il sistema microchip consiste nell’applicazione di un transponder permanente sottocutaneo identificabile tramite apposito lettore.